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Il trasporto pubblico come leva di decarbonizzazione

Solo il 9% dei pendolari usa il bus — ma dove il servizio c'è, le emissioni sono inferiori del 40%

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LIMEN Sardegna
LIMEN Sardegna

Il trasporto pubblico come leva di decarbonizzazione

Il nodo centraleperché il TPL non funziona come leva

In teoria, il trasporto pubblico è lo strumento più efficiente per ridurre le emissioni del pendolarismo. In pratica, in Sardegna, solo il 9% dei pendolari usa il bus. E questo singolo dato spiega gran parte del problema emissivo dell'isola.

L'analisi delle emissioni da pendolarismo rivela un paradosso: il sistema TPL sardo è relativamente efficiente dove esiste, ma raggiunge troppo pochi utenti per incidere sulle emissioni complessive.

64%
Auto come conducente
9%
Trasporto pubblico
12%
A piedi o bici
15%
Auto come passeggero / altro
Ripartizione modale pendolari — Sardegna 2021

Dove il bus c'è, le emissioni crollano

Il dato più significativo emerge dal confronto tra comuni con e senza servizio TPL frequente. Nei comuni con almeno 4 corse/ora in una fermata nel raggio di 400 metri, le emissioni pro capite da pendolarismo sono inferiori del 40% rispetto ai comuni senza servizio.

-40%
CO₂/ab. dove TPL > 4 corse/h
180
Comuni senza fermate vicine
0,9%
Effetto S1 (bus elettrici)
9,0%
Effetto S4 (modal shift)
L'effetto TPL — confronto comuni con e senza servizio

Non è solo la disponibilità che conta, ma la frequenza. Un bus ogni 2 ore non è un'alternativa reale all'auto — è un servizio di riserva per chi non ha altra scelta. Solo quando il tempo di attesa scende sotto i 15 minuti il TPL diventa competitivo con l'auto.

Lo scenario S1 dimostra il limite

Lo scenario S1 — conversione completa della flotta bus a elettrico — riduce le emissioni di appena lo 0,9%. Perché? Perché i bus sardi, pur inquinando, trasportano troppo pochi passeggeri rispetto al totale.

Convertire 1.000 bus a elettrico ha un effetto trascurabile se 400.000 auto continuano a circolare a combustione. Il bus elettrico è un miglioramento necessario ma cosmeticamente insignificante senza crescita della domanda.

Lo scenario S4 (modal shift +10%) è dieci volte più efficace: -9,0%. La differenza? S4 sposta persone dalle auto ai bus, non solo migliora il bus esistente.

180 comuni senza accesso

47%
Popolazione con accesso a TPL
53%
Senza alternativa all'auto
3.200
Fermate totali in Sardegna
2,0/1k
Fermate medie per 1.000 ab.
Il paradosso TPL sardo — è efficiente ma raggiunge pochi

Quasi la metà dei 377 comuni sardi non ha una fermata TPL nel raggio di 400 metri dal centro abitato. Per i residenti di questi comuni, il trasporto pubblico è un concetto astratto.

Questa esclusione strutturale ha conseguenze dirette:

  • Dipendenza auto al 90%+ nei comuni rurali
  • Emissioni pro capite più alte dove il servizio manca
  • Circolo vizioso: pochi utenti → poche corse → pochi utenti

La strategiaconcentrare dove il volume c'è

L'analisi suggerisce una strategia in due tempi:

Fase 1 — Corridoi ad alta domanda: Potenziare il servizio lungo i corridoi pendolari principali (Quartu-Cagliari, Selargius-Cagliari, Sassari periferia). Qui la domanda latente è alta e il costo per passeggero spostato è minimo. BRT (Bus Rapid Transit) o corsie preferenziali possono competere con l'auto.

Fase 2 — Aree interne con park&ride: Per i comuni rurali, nodi di interscambio auto→bus alle porte delle aree urbane. Non serve portare il bus in ogni paese — serve portare il pendolare al bus nel punto più efficiente.

Il messaggio per i decisori

La decarbonizzazione dei trasporti in Sardegna non è un problema tecnologico — è un problema di offerta. Il bus elettrico è la ciliegina, non la torta. La torta è:

  1. Più corse dove la domanda esiste
  2. Corridoi protetti dove il traffico è congestionato
  3. Intermodalità dove la distanza è troppo lunga per il solo bus
  4. Smart working dove lo spostamento è eliminabile

Combinati, questi interventi possono tagliare il 43% delle emissioni. Ma nessuno, da solo, supera il 24%. La transizione modale è un gioco di squadra.